In ricordo di Roberto Cioni

di Matteo Lelli

Il giorno 31 gennaio 2020 il Dr. Roberto Cioni ci ha lasciati per sempre. L’enorme senso di vuoto creato dalla sua scomparsa è tangibile in tutta la comunità scientifica internazionale impegnata in tematiche di geochimica, alla quale Roberto ha dedicato tutta la sua vita.
Roberto Cioni nasce il 04 Settembre 1946. Dopo il Diploma di perito chimico presso l’ITIS di Livorno, si laurea con lode in Scienze Geologiche all’Università di Pisa e, nel 1976, viene assunto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche presso l’Istituto di Geocronologia e Geochimica Isotopica, IGGI-Pisa (oggi Istituto di Geoscienze e Georisorse-IGG). Le sue doti di ingegno e le sue intuizioni “uniche” hanno sempre accompagnato e caratterizzato tutta la sua carriera di Ricercatore. Conoscenze di base e idee innovative che gli hanno permesso di ricevere molti incarichi di rilievo non solo all’interno del CNR: basti ricordare la partecipazione alla Commissione Ministeriale per lo studio dei fenomeni del bradisismo flegreo, al Consiglio Scientifico del Gruppo Nazionale per la Vulcanologia in qualità di Responsabile della linea B (Sorveglianza geochimica dei vulcani attivi e fenomeni chimici precursori delle eruzioni), al Consiglio Scientifico dell’Istituto di Geochimica dei Fluidi (IGF-Palermo) e l’incarico di Responsabile del reparto di Geochimica dei Fluidi dell’IGG (ex-IGGI). E’ grazie alle conoscenze ed all’attività scientifica di Roberto che il laboratorio chimico dell’IGGI occupò un posto di prim’ordine nel panorama nazionale ed internazionale per tutte le attività connesse alla sorveglianza vulcanica ed alla prospezione geotermica, diventando ben presto uno dei laboratori internazionali di riferimento per lo sviluppo di metodiche per il prelievo ed analisi di campioni di acque e gas. L’introduzione di nuovi sistemi geotermometrici/geobarometrici in fase gassosa basati sull’utilizzo di H2 e CO continua a rappresentare un’importante e fondamentale innovazione delle tecniche geochimiche di esplorazione. L’estro e la passione per la Geologia, e più in particolare per la Geochimica dei Fluidi, hanno visto Roberto impegnato per anni anche in attività didattiche e formative, che ha sempre svolto con dedizione spinto dal nobile obiettivo della divulgazione e diffusione della conoscenza scientifica.
Molte delle sue idee si sono concretizzate con lo sviluppo di prototipi strumentali, tutt’oggi attuali, e che rappresentano un fondamento di varie tecniche geochimiche di misura e d’indagine. Da ricordare il suo impareggiabile contributo nella messa a punto del metodo della camera di accumulo per la misura dei flussi diffusi di CO2 dai suoli, che rappresenta oggi una tra le tecniche della geochimica dei fluidi più utilizzate da tutta la comunità scientifica internazionale.
Disponibile al confronto, Roberto si è distinto anche per le qualità “umane” e rimarrà per sempre il ricordo di lui come una persona brillante, ironica, generosa e, soprattutto, modesta.

Ciao Roberto.

Campionamento di un’emissione gassosa naturale nei pressi del campo geotermico di Larderello